Diario di un immobiliarista

Pubblichiamo la romanzata storia di un back stage in una agenzia moderna sita in un moderno quartiere del terziario avanzato, vicinissimo al nuovo quadrilatero della moda ( o forse isoscele?) che sta sorgendo a Milano : porta Nuova.
Ecco la prima puntata: “ la caparra”:

Se si apriva la porta dell’ufficio di Damiano e Mike si restava stupiti: sempre vestiti elegantemente in stile casual chic milanese metropolitano con jeans di boutique, Damiano e Mike non sembravano proprio due agenti immobiliari. Due “giovani Holden”, piuttosto. Si capiva dalle camicie che erano giovani professionisti emergenti.. Mike parlava con un lieve accento straniero, polacco –inglese-metropolitano: non tutti gli agenti immobiliari hanno studiato a Londra…( questo da sempre un tono di autorevolezza)..
Damiano aveva come punto di riferimento invece un accento metropolitano della Magna Grecia, e quel giorno aveva addosso un grembiulino vezzoso da cuoco e aveva in mano una confezione di “Quattro salti in padella…”. Stava friggendo qualcosa………..La confezione da cui aveva estratto dei bocconcini di carne era quella della ditta Kit Kat Cous Cous e stava mischiandoli al contenuto di Quattro salti in padella….
Ai suoi piedi aspettava il gatto Fru Fru…

Mike stava parlando al telefonino, e per l’ufficio si spargeva il profumo della vivanda per gatti:
“ Buon giorno, signora… ho capito, ha un problema con la casa che sta acquistando…. mi dica….. …vedo se Damiano è libero…..”borbottò Mike .

Damiano meditava sulla padella: “zuccheri..aminoacidi…vitamina C due…”
Mike ci pensò solo un attimo , poi rispose alla signora in pena: “ no, è in riunione..”
Intanto avanzò verso una forchetta…E assaggiò il boccone per il piccolo felino di casa…

Mike,mentre aveva il cous cous con crocchette in bocca mise con una mano sul telefonino perchè non venisse sentito e mormorò verso Damiano : “la signora dice che il venditore s’è tirato indietro , ha preso la caparra ma non le vende più la casa…
Damiano guardò la padella, e poi si voltò verso Mike che sorrise e gli disse, deglutendo, con il suo spiccato accento siracusano-ateniese: “ manca il sale”
”Sì, nella zucca tua” l’apostofò piccato Damiano.
Poi versò il contenuto della padella in una ciotola che porse dolcemente a Fru Fru .
Mike non aveva ancora spento il telefonino: attento a non farsi sentire dalla cliente sempre in linea , si avvicinò ancora alla padella che aveva in mano Damiano e spiegò:
“la signora non è esperta di caparre , le ha dato diecimila euro per fermare la casa ..insomma, vuole che interveniamo…….”

Giusy la segretaria arrivò proprio in quell’istante nello studio:
Si sedette intorno a un tavolo ovale bianco: al tavolo c’erano già Damiano e Mike, pronti ad ascoltarla, dopo aver divorato il piatto di Quattro saldi, ..Fru Fru aveva digerito il suo piatto preferito: bocconcini di fegato e patè di volatile di Piazza Duomo.
Giusy faceva un po’ sciuretta del quadrilatero . ” Guardi era la casa dei miei sogni.. la casa che io e il mio fidanzato volevamo da sempre… quando l’ho vista, non ho esitato, ho firmato e gli ho dato in mano un assegno di diecimila euro..”
Da tempo cercava quella casa… C’era in ballo un fidanzamento, e un buen ritiro.
Normale che la segretaria di una agenzia immobiliare, seppure part time, avesse dei problemi con una compravendita.

E Damiano chiese immediatamente: “ ha firmato un contratto di caparra confirmatoria o penitenziale?..”

Giusi restò sbiasita : “Vuol dire che qualcuno deve fare una… penitenza?” chiese .
Damiano rimase perplesso: come spiegarle…Cercava le parole più adatte e didatticamente chiare.
“In un certo senso ….se uno dei due contraenti si tira indietro nella caparra penitenziale…… perde la caparra..chiamiamola penitenza, se vuole…”

Giusy lo interruppe: “ ma io mica ho comprato un convento…va bè, era una casa d’epoca, giardino liberty, stucchi high tech….. ascensore rinascimentale…ma non vecchia fino al medioevo..”

Damiano mise le mani avanti : “Vedo che lei ha delle idee confuse sulla caparra..e anche sulla storia dell’arte…Ora le illustrerò meglio i termini della caparra…”

Finita la sua spiegazione, Damiano aspettava la reazione di Giusy.
Che non si fece attendere.
Giusi frugò nella borsetta… “ Non ho qui il contratto, ma ora mi ricordo , la caparra era confirmatoria…”esclamò.

Damiano sorrise, soddisfatto : “ allora è fortunata, signora: riavrà indietro i suoi diecimila euro della caparra, più altrettanti di penale… “

Ma Giusi impallidì: “ Maledizione…sono rovinata..”esclamò

Damiano chiese, con un certo tono perplesso: “Ma che dice?”

Giusi, quasi piagnucolando, spiegò la situazione: “Lei deve sapere che ero così felice per la nuova casa che ho disdetto subito dopo il contratto di affitto nella casa dove sto…, devo lasciare il mio vecchio appartamento in affitto tra un mese… ma c’è di più… il mio fidanzato..non sa nulla.”

Damiano sorrise e appoggiò un gomito sul tavolo bianco della riunione, prima di proferire uno svelto:”lo vuol mollare?”

Giusi spiegò rapidamente : “ ma no, ero così felice di avere una nuova casa che gli ho subito telefonato e ho accettato di andare a vivere insieme…Avevano trovato il mostro nido… ed ora cosa gli racconto…dove andiamo a vivere, sotto una tenda ?”

Allora Mike sentì il dovere morale e professionale di intervenire: “ vede , chi vende la casa da sola spesso si fa male…Bisogna affidarsi a un serio professionista….a un real estate broker..”
Giusy lo guardò perplessa: “ sarebbe?”chiese.
Damiano intervenne: “ minchia, Mike, traduci…”
Mike era pronto : “ un agente immobiliare qualificato”
Damiano tagliò corto e ritornò sul problema: “ ora andremo dal venditore e, contratto alla mano, lo metteremo con le spalle al muro: lei può citarlo in tribunale con un procedimento d’urgenza, e pretendere che la casa che ha fissato con la caparra confirmatoria diventi sua… i giudici le daranno ragione…il venditore,se è ragionevole, vedrà che le darà la casa… “

Passò solo un giorno e la situazione era stata risolta.
Damiano armeggiò con il cavatappi su una bottiglia di prosecco e intanto spiegò a Mike:
“ Mi sono visto con il suo venditore… il fatto è che Angelo, così si chiamava, voleva disfarsi del suo appartamento perchè aveva litigato con la sua fidanzata.. troppi ricordi… Poi però ,dopo che ha preso la caparra dalla signora Giusi, i due tipi sono tornati insieme… da qui la decisione di Angelo di non vendere più la casa…”
Mike rimase più che allibito. “ E come l’ha presa con la prospettiva di finire in tribunale?” chiese.
Damiano sorrise: “L’ho messo di fronte alle sue responsabilità… aveva firmato un contratto…E così ho acquisito un nuovo cliente… Angelo mi ha incaricato di trovargli un altro appartamento… più grande…la sua fidanzata vuole cambiare zona… “spiegò.
Mike ci pensò su solo un attimo, poi fece: ” ho proprio sottomano un appartamentino giusto per loro”
Damiano stappò la bottiglia e brindò con Mike .Gli scappò un detto delle sue parti, la magna Grecia :”Cu accatta abbisogna di cent’occhi; cu vinni d’unu sulu”


Mike si tolse il bicchiere dalle labbra e chiese: “ what? sarebbe?”

Damiano tradusse pronto il proverbio siracusano ;” Chi compra ha bisogno di cento occhi; chi vende di uno soltanto…”

Poi mormorò piano: “ Comunque Giusy ha rogitato ieri … ci possiamo concedere una vacanza… “

Mike trangugiò il suo prosecco e quello che disse dopo lo pronunciò così piano che Damiano lo confuse con il borbottio del suo stomaco: “Solita pensione Miramare a Malindi?”

1. continua….